Lo IAS 21 stabilisce i principi contabili per le transazioni in valuta estera e fornisce un quadro sistematico per la loro registrazione e misurazione.
Principio Fondamentale
Una transazione in valuta estera è una transazione denominata in una valuta diversa dalla valuta funzionale dell'entità (IAS 21.8). Al momento iniziale della transazione, l'importo in valuta estera deve essere convertito alla valuta funzionale utilizzando il tasso di cambio spot tra le due valute alla data della transazione (IAS 21.21).
Misurazione Iniziale
Un'entità deve registrare una transazione in valuta estera, al momento del suo verificarsi, utilizzando il tasso di cambio spot alla data della transazione. Ad esempio, se un'azienda italiana (che utilizza l'euro come valuta funzionale) acquista merci dagli Stati Uniti per USD 100.000 quando il tasso EUR/USD è 1,10, l'importo iniziale registrato sarà di circa EUR 90.909.
Valutazione Successiva e Differenze di Cambio
Alla data di bilancio, i saldi monetari in valuta estera devono essere rivalutati al tasso di cambio spot vigente. Le differenze di cambio che emergono sono trattate come segue (IAS 21.22-26):
Le differenze di cambio su elementi monetari devono essere riconosciute a conto economico nel periodo in cui si verificano (IAS 21.28). Tuttavia, in determinate circostanze, le differenze di cambio su elementi monetari che costituiscono effettivamente parte di un investimento netto in un'operazione estesa possono essere riconosciute in altre componenti di conto economico complessivo (IAS 21.30).
Trattamento Contabile nelle Altre Componenti di Conto Economico Complessivo
Un'eccezione importante riguarda le differenze di cambio su elementi monetari che sono parte di un investimento netto in un'operazione estesa (filiale, succursale). Queste differenze sono riconosciute in altre componenti di conto economico complessivo, anziché in conto economico (IAS 21.32).
Elementi Non-Monetari
Gli elementi non-monetari misurati al costo storico rimangono invariati; le differenze di cambio non si generano. Gli elementi non-monetari misurati al fair value devono essere rivalutati al tasso di cambio spot alla data in cui viene determinato il fair value (IAS 21.23).
Implicazioni Pratiche
L'applicazione corretta di questi principi richiede un'attenta classificazione dei saldi in valuta estera (monetari vs. non-monetari) e una tempestiva identificazione delle transazioni coperte da accordi di copertura o che rientrano in investimenti netti.